LA MINIERA
( di Marina Zia )
In quel tempo il dipartimento di Montenotte apparteneva all’impero francese che incoraggiava le ricerche minerarie anche per ovviare alla difficoltà di importare materie prime a causa del blocco navale Inglese.
Ci piace pensare che dove ora passa raramente il cercatore di funghi, ci fosse il rumore operoso di minatori e mulattieri. Ci piace pure ricordare questo intraprendente sconosciuto che magari con un po’ più di fortuna avrebbe potuto cambiare il destino del piccolo comune di Camerana da comunità dedita all’agricoltura a centro industriale. Il tutto duecento anni fa ( 1807)
Il prefetto CHABROL  ne parlava nell’edizione de “STATISTICA DEL DIPARTIMENTO DI MONTENOTTE” che riportano integralmente nella traduzione di Giovanni Assereto,edita dal Comune di Savona.
Un privato nel comune di Camerana, basandosi su una vaga tradizione del paese,secondo la quale il monte Calcinara celava sorgenti abbondanti e minerali d’oro, si è deciso a metterla alla prova: due anni fa ha scavato in questa montagna una galleria, che attualmente raggiunge i novanta metri di lunghezza. Il terreno non offre alcuna traccia favorevole:è quasi del tutto uguale all’arenaria tenera ed argillosa, che costituisce il deposito sedimentario del circondario. E’ al pari ricoperto, nella parte superiore, da strati molto spessi di puddinga che racchiude delle conchiglie. Nella parte attualmente intaccata, gli strati hanno solo due centimetri di spessore; finora ne sono stati trovati soltanto tre, a causa della loro scarsa inclinazione e della direzione orizzontale della galleria. Sono tutti e tre pressappoco della stessa natura, e racchiudono numerose tracce di vegetali carbonizzati, ridotti allo stato di carbone superficiale.
Quello da cui si sono tratti gli auspici più favorevoli è un’arenaria di colore più cupo, più compatta e più pesante degli altri, ed impregnata di leggere macchie di ruggine. Gettando sul fuoco questa pietra polverizzata, essa diffonde un odore bituminoso ed arsenicale ben riconoscibile. Esaminandola accuratamente con la lente, si distinguono nella massa delle piccolissime piriti bianche, alle quali probabilmente è dovuto lo sprigionarsi dell’arsenico; sembra infine , secondo l’esperimento appena eseguito a Torino, che questa pietra, sottoposta ad operazioni di arrostimento e di amalgamazione, abbia prodotto, per ogni miriagrammo, 56 decigrammi di fino, da cui si sono ottenuti per separazione 50 dg. di argento e 6 dg. di oro.
Questa scoperta, se è stata poco utile al proprietario della miniera, potrà esserlo di più in seguito, se le ricerche andranno nella direzione giusta. E’ comunque interessante di per sé: offre un dato sull’origine dell’oro trovato nei torrenti, e in qualche modo può aprire la strada a scoperte più importanti a proposito di altri giacimenti ancora troppo poco studiati…

Chabrol ebbe anche la buona idea di far illustrare i panorami dei paesi facenti parte del dipartimento di Montenotte che fu creato il 6 giugno 1805, su parte della precedente Repubblica di Genova, fra le odierne province di Savona, Alessandria, Imperia e Cuneo. Era suddiviso negli arrondissement di Savona, Acqui Terme, Porto Maurizio e Ceva. Esistette fino al 1815.

SALICETO era capoluogo nel arrondissement di Ceva e grazie al  famoso litografo ed editore francese Charles Etienne Pierre Motte è pervenuta fino a noi questa stupenda “fotografia” in cui
si nota che la strada proveniente dai Cappellini, saliva verso la Rosa, proprio dove ora ci sono i capannoni della mia famiglia,la casa a sinistra potrebbe essere quella di Bianco Natale detto “Pinusalam” e di fianco a casa “Brunetti” si vede la porta Cunea.

Marina Zia
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Finalmente le pazienti ricerche dei nostri amici ed associati, Dario Camoirano, Luigi Fedele e Giacomo Ballocco hanno dato il loro frutto. Infatti sono riusciti ad individuare l’accesso alla miniera d’oro e d’argento ora nel comune di Camerana.

UN PO DI STORIA

Il primo aprile 1806 giunge a Savona il funzionario che  NAPOLEONE , il 31 gennaio precedente, ha designato ad organizzare il dipartimento di Montenotte, una delle 3 circoscrizioni dell’ ex repubblica di Genova, annessa alla Francia nel 1805. Questo incarico promuove al rango  di prefetto GILBERT-JOSEPH-GASPARD,  conte di CHABROL de VOLVIC.