I Menhir
( Marina Zia)
I Menhir sono pietre che parlano, che per lunghissimo tempo hanno rappresentato per gli uomini un elemento di connessione tra terra e cielo, sia in senso religioso che astronomico; quanto è lontano dalla realtà pensare che uomini di seimila anni fa abbiano faticato col fisico e con la mente per erigere monumenti che avrebbero sfidato il tempo, con il solo scopo di segnare un confine, una centuriazione .I romani utilizzavano i più comodi cippi e le pietre miliari, ed erano più che sufficienti.
Un menhir (pietra lunga) è un'altra cosa; alti da 80 centimetri a svariati metri (in Puglia i monoliti più alti raggiungono i cinque metri circa), conficcati profondamente nel terreno, sembrano seguire un ordine prestabilito capace di seguire gli spostamenti del Sole per scandire il tempo, segnare solstizi ed equinozi, ma anche per dirigerne l'energia nei luoghi prescelti.
Segnano inoltre uno o più percorsi a volte così perfettamente allineati da far pensare ad una efficace forma di geografia ante litteram. A cosa servivano? Tombe, altari, simulacri per i riti della fecondità, gnomoni astronomici o segnalatori di epicentri geomagnetici?
Un'ipotesi abbastanza accreditata li individua come rudimentali osservatori astronomici, gnomoni di una meridiana con cui osservare, misurare, riconoscere e prevedere eventi astrali per legarli significativamente ai tempi e ai cicli delle attività agricole.
La contemporanea presenza di monumenti megalitici, falde acquifere sotterranee, ritrovamenti di icone protostoriche, triplici cinte, simboli esoterici tutti concentrati in un stesso luogo, ha rafforzato l'idea che potessero essere monumenti sacri dedicati alla Grande Madre Terra,
Molti menhir sono stati invece cristianizzati, sono stati trasformati in Osanna, simboli di giubileo e dialettizzati in colonne "de lu Sanna". La Chiesa, non riuscendo a reprimere il paganesimo delle devozioni popolari, li ha elevati a luoghi di culto cristiani facendo collocare sulla loro sommità croci in ferro o facendo incidere, a colpi d'accetta, altre croci sulle facce.
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Menhir grande
MENHIR MINORE

Entrata della grotta n.2 borgovecchio

RETRO DEL MENHIR GRANDE
Terzo e piu’ piccolo menhir di saliceto

Terzo menhir

Sulla collina della Calcinera, inoltrandosi nel bosco, dal Pilone del Foresto, lungo un sentiero che porta fino alla Madonna del Deserto, si possono vedere almeno tre MENHIR.
Il primo e più grande che si incontra  è situato proprio sul ciglio del sentiero. Alto circa 80 cm, ha le due facciate ricche di incisioni che raffigurano croci .Sembrerebbero delle raffigurazioni di stelle.Nella parte anteriore ha come una diagonale scolpita.
Innoltandosi poi verso ovest nel bosco se ne possono ammirare altre due. La seconda leggermente più piccola è anche essa incisa con croci mentre la terza più piccolina apparentemente non evidenzia incisioni.
Nelle tradizioni dei Popoli naturali l'uomo è visto come un ponte tra terra e cielo. La cultura e la scienza delle tradizioni dei Nativi tiene sempre conto del nostro legame cosmico con l'universo e con il Mistero che rappresenta. Non esiste una separazione tra individuo e universo, entrambi fanno parte di un unico atto esistenziale, entrambi sono affratellati dalla stessa esperienza.
La cultura megalitica è l'espressione di questo legame: i megaliti presenti su tutto il pianeta sono la testimonianza di una tradizione che si ispira alla Natura e al mistero che essa esprime. L'uomo non è slegato da ciò che ha intorno perchè anch'esso è parte della Natura e in essa trova insegnamento e riferimento.
I cromlech (cerchi di pietre erette) simboleggiano un percorso spirituale che esprime il transito dell'individuo dalla nascita alla morte, verso una dimensione cosmica da esplorare e da capire.
Nella cultura megalitica, i menhirs sono considerati catalizzatori dell'energia tellurica e ponte verso la dimensione cosmica. Colonne energetiche per un passaggio dell'energia di scambio tra Terra e Cielo.

Menhir di Saliceto
Secondo le tradizioni dei Nativi europei, vive ancora oggi, i menhir sono situati sui punti energetici di Gaia, il nostro pianeta, in una sorta di agopuntura che stimolerebbe i suoi centri energetici e consentirebbe di usufruire dell'immensa energia della Terra. Questo prelievo energetico può essere usato a scopi terapeutici per una armonizzazione psico-fisica.
Il cromlech, in quest'ottica, può essere considerato un accumuatore dell'energia tellurico-celeste, pronto per essere usato dai druidi per il contatto mistico con la Natura, per lo sviluppo di forze psichiche e per la terapeutica armonizzata. Esiste una vasta raccolta di leggende popolari e antichi rimedi riferiti all'uso terapeutico dei megaliti.
Nella regione di Carnac, Bretagna, i menhir erano usati dalle giovani donne per trovare marito o per rimanere fertili: in questo caso si ponevano di notte, senza vestiti, presso il menhir scelto per una cura che le rendesse feconde.
Nel Finistère, sempre in Bretagna, esiste una pietra nota fin dall'antichità per guarire la meningite. Altre testimonianze parlano di menhir che guariscono dalla sordità o dai reumatismi. Spesso questi rimedi erano in relazione ai movimenti degli astri e tenevano conto del calendario lunare e della rotazione della Terra.
Ancora ai giorni nostri, le consorterie druidiche della Bretagna insegnano ai loro allievi ad usare la fonte energetica dei menhir. Secondo i costumi bretoni, i menhir possono essere usati a scopo curativo posandovi le mani per trarre energia terapeutica, oppure entrando all'interno di un cromlech o di un dolmen per assorbirne l'energia armonizzante.
I nostri antenati bretoni sapevano percepire gli scambi energetici tra il cosmo e le Terra, ma anche l'energia che si libera dai menhir, e il modo in cui si poteva usare sul piano terapeutico. Queste conoscenze sono state tramandate di generazione in generazione e ancora oggi gli abitanti di Carnac, dove esistono i più vasti allineamenti di menhirs del mondo, li usano normalmente per la cura delle patologie. Secondo queste credenze, certi menhir liberano una forza neutra che può favorire il rilassamento, altri una forza che favorisce l'equilibrio e le guarigioni.
Un menhir ben orientato pare sia in grado di risanare un giardino. L'usanza di collocare un singolo menhir in un campo, o in un giardino, o davanti alla propria abitazione per proteggere il luogo dalle energie negative è ancora oggi in uso sia in Bretagna che in Scozia e anche in Valle d'Aosta.
Oggi la geobiologia studia il potere dei menhir anche per combattere l'inquinamento. Secondo questa ricerca, sembra che i menhir possano proteggere dall'inquinamento proveniente dalle onde radio. L'energia dei menhir è usata in certe branche della medicina tradizionale insieme alla radiestesia e alla cristalloterapia.
Anche Stonehenge, il grande cromlech della piana di Salisbury, era ritenuto un luogo sacro e terapeutico. Gli studi dell'archeologo Timothy Darvill hanno rivelato che nell'anticità il luogo era un importante centro di guarigione, sede di pellegrinaggi da tutto il mondo.
Oggi la geobiologia si avvale di queste antiche scienze e trova conferme nello studio dell'influenza della Terra su tutto ciò che vive. La geobiologia studia i fenomeni che provengono dal suolo, dall'atmosfera dalle correnti di acqua sotterranea, le faglie geologiche, le reti telluriche, i camini cosmo-tellurici, la rete di Hartmann, la rete di Curry. Da più di cinquant'anni, fisici, medici e radiestesisti hanno evidenziato l'influenza del suolo sul comportamento di una pianta, di un albero, di un animale o dell'uomo. Nella geobiologia esiste la branca della "geobiologia sacra" che studia la collocazione degli antichi luoghi di culto basata sulle reti telluriche o solari. Si è così evidenziato che i luoghi megalitici sorgono su precisi punti energetici che rispettano le reti di Hartman o di Curry.
Un esercizio della geobiologia unisce la sperimentazione terapeutica dei megaliti al fosfenismo, un insieme di tecniche che hanno lo scopo di accrescere le capacità cerebrali a partire da uno studio basato su reazioni fisiologiche, in questo caso i "fosfeni", fenomeni oculari consistenti in macchie multicolori che persistono nell'oscurità per tre minuti e che possono essere ottenute con delle brevi fissazioni di una sorgente luminosa.
L'esercizio consiste nel sedersi presso il menhir, avendo cura di incollare la schiena contro la pietra.
Poi guardare il sole attraverso uno spesso pezzo di stoffa per alcuni minuti, senza occhiali, oppure semplicemente fissare le nuvole. Se si è seduti all'interno di un dolmen, guardare il cielo attraverso l'apertura principale del dolmen. Poi chiudere gli occhi prestando attenzione alle sensazioni soggettive che si provano. Viene consigliato di restare in questa posizione per circa 15 minuti. Questo esercizio ha lo scopo di "catturare" l'energia del luogo e risanare armonicamente eventuali disturbi psico-fisici.

L'IRRAGGIAMENTO TELLURICO.


Oltre alle energie provenienti dal cosmo, ne esistono altre di origine terrestre, a cui viene attribuito il nome di irraggiamento tellurico. Ogni anomalia nella costituzione geologica del sottosuolo, può tradursi in superficie in una perturbazione localizzata, espressa da linee di forza anomale. Ad esempio, la presenza di corsi d'acqua sotterranei può produrre in superficie degli effetti che sono misurabili: anomalie del campo magnetico terrestre, aumento della carica elettrica dell'aria e del suolo, aumento della forza del campo d'onde ultracorte, diminuzione dell'irraggiamento infrarosso lungo, disordini microsismici; si evidenzia anche la presenza di correnti telluriche ed elettriche naturali, circolanti nel suolo a profondità variabili. E' utile sapere che l'intensità ed il potenziale di queste correnti, aumentano coll'avvicinarsi di una depressione atmosferica ed in particolare prima dello scatenarsi dei temporali. LE CORRENTI TELLURICHE Induzioni elettromagnetiche provenienti dall'attività del nucleo terrestre, sono probabilmente l'origine che genera le correnti telluriche.

Benchè la loro intensità sia debole, queste correnti che scorrono da qualche metro fino a qualche chilometro di profondità, seguendo vene d'acqua, filoni metalliferi, accidenti geologici quali le faglie, approfittano dei suddetti fattori per sommarvi la loro forza originaria e quindi sfuggire dal suolo, irradiandosi ad di sopra di esso. In queste circostanze possono perturbare l'equilibrio dei luoghi che attraversano. Se scorrono a piccole profondità, le correnti telluriche possono perturbare il normale campo magnetico terrestre esterno e pare che producano effetti non trascurabili sul mantenimento e sullo sviluppo dei processi biologici che avvengono nelle loro zone di influenza.

Gli abitanti del Luogo raccontano che la gente sofferente di reumatismi si recavano in pellegrinaggio nei siti in cui si trovavano delle pietre antiche infisse nel terreno( menhir) e vi appoggiavano contro  la schiena perchè aveva proprietà taumaturgiche. Si pensa che questa leggenda possa riallacciarsi alla convinzioni di certi esoteristi, secondo cui le chiese dei Templari sorgevano presso Menhir ed altri monumenti megalitici, eretti in luoghi di alta sacralità dove si intrecciavano correnti telluriche e cosmiche dai benefici influssi.
l'energia tellurica non è comprovata dalla scienza.
ma l'antica disposizione dei menhir seguivano queste correnti e le chiese più antiche è importanti sorgevano su questi incroci di leys.
Torino e Lione sono sorte su degli importanti e grandi incroci di leys... per questo da un punto di vista esoterico sono città molto gettonate.
Le Leys (Ley lines - linee temporanee), sono vere e proprie linee rette, larghe circa due metri ed equidistanti tra loro, che percorrerebbero l’intera superficie terrestre, incrociandosi tra loro in modo da formare una rete. Queste linee  rette collegano luoghi antichi e luoghi sacri attraverso la campagna. Forse sono state generate nel passato preistorico dalle tribù antiche pacifiche, possibilmente i superstiti di una civilizzazione persa, che ha avuto bisogno dei percorsi diritti attraverso le foreste ed attraverso le colline. L'altra funzione delle linee temporanee si presuppone sia quella di concentrare e riorientare le energie potenti della terra per permettere alla gente di vivere nell'abbondanza.
Linee che risalgono all'età della pietra, quando la gente viaggiava "a vista",  dalla postazione ove si trovava alla seguente postazione che riusciva a vedere. Le linee inoltre sono collegate con le posizioni stagionali del sole, particolarmente dei solstizi, e della luna. I monumenti preistorici, quali le pietre diritte, cerchi e cumuli di pietre (o tumuli) sono stati costruiti su queste linee od alle loro intersezioni.
Antica leggenda Piemontese
Non solo in Gran-Bretagna, ma dappertutto in Europa, santuari, cattedrali, pozzi santi e templi di pietra sono stati costruiti sui punti di intersezione o sui centri di energia. Questi punti gradiscono i punti di agopuntura dei nostri corpi, la bugia lungo i meridiani di energia o le linee temporanee. In Gran-Bretagna del sud due linee temporanee vengono a contatto di a Glastonbury; le linee temporanee della st Mary e della st Michael.  I tre luoghi,  di Glastonbury, di Stonehenge e di Avebury formano una zona ove vi è la massima energia accumulata tra le tante Ley lines della terra. Lo scopo del pellegrinaggio in questi  luoghi  è, per chi crede, quello di ricevere la benedizione sotto forma di sviluppo o di personale  comprensione del mistero dell'energia.
La leggenda e la mitologia di questi posti è eccezionale.
Glastonbury è la mitica Avalon della leggenda di Re Artù Nel medio evo era la più importante meta di pellegrinaggi di tutta la Gran Bretagna. L'abbazia sorgeva al centro della città ed era stata costruita, secondo la leggenda, sopra una chiesa fondata da Giuseppe di Arimatea nel 37 d.C., quando, accompagnato da Maria, la madre di Gesù, era fuggito in Inghilterra, prima delle persecuzioni che dovevano subire in Palestina.
Sul luogo ancora si venera un arbusto che dovrebbe discendere da un germoglio del bastone che il santo era solito conficcare nel terreno quando pregava.


Questi monumenti stavano a testimoniare che le correnti telluriche erano particolarmente forti in questi posti. Rappresenterebbero anche un simbolo della terra madre, il suo “ventre”, utilizzato per l’iniziazione ai misteri della morte e della rinascita. Quindi i Menhir infatti, per quanto sia suggestiva la loro forma fallica, erano originariamente simboli femminili. La pietra fallica che nel santuario greco di Delfi veniva venerata come il centro della terra rappresentava effettivamente l’ombelico del mondo.