IL MISTERO DI CATOJ
( di Osvaldo Pirra )
Osvaldo Pirra è un appassionato ricercatore, amico di Giorgio Baietti e Guido Araldo con i quali ha collaborato per la realizzazione sia della trasmissione MISTERO che per altre scoperte. Mi ha gentilmente concesso di pubblicare questa sua avventura a Saliceto.
Osvaldo Pirra durante l’escursione
ovvero, una stretta finestra orizzontale tipica delle fortezze, e dei vecchi manieri, che serviva agli arcieri per scagliare in sicurezza e con una certa angolazione le micidiali frecce contro il nemico !
Incuriosito, continuai a cercare intorno e dentro questa pericolosa costruzione, con i traversi dei pavimenti caduti ,e ancora in legno incastrato nei muri di pietra, segno di una antica dimora, poi sicuramente convertita in cascina con una piccola stalla al suo fianco.

Sull’angolo della costruzione una pietra a fare da ‘’angolare’’ , strano, quasi un piccolo menhir, mi diede molto da pensare, lo trovai strano, in quanto era piantato  a ridosso del muro, e sulla strada diroccata che porta ai Catoj, qualcosa che mi faceva intuire, una certa antica idea del costruire , forse un caso..
salimmo ancora qualche centinaia di metri, su quella strada che praticamente non c’e più e i primi bassi archi in pietra sul fianco della collina mi fecero capire che si trattava di qualcosa di veramente antico e bellissimo, e pochi metri dopo tra i rovi arrivati quasi fino alla cima  vedemmo una bellissima costruzione ormai purtroppo diroccata, con un fienile fatto i pietra con archi sei-settecenteschi, bellissimi, a dimostrazione della cura con cui si costruiva un tempo, bellezza e solidità altro che design moderno !!  quasi subito però la gioia si tramuto in dolore, perche soffro quando vedo queste opere d’arte, testimonianza del nostro passato lasciate in rovina e’ come se perdessi una piccola parte di me con loro !
Lasciammo l’auto, e a piedi, cercammo nella zona sulla strada che continua a salire tra ormai solo più boschi, il silenzio e la pace erano soprannaturali, io e Mario ci fermammo ad ascoltare  il silenzio, e il vento tra i rami appena germogliati, e i primi fiori, e scorgemmo nella sponda invasa dai rovi il tunnel, quello poi reso celebre dalla trasmissione mistero, con la quale in accordo con Giorgio Baietti e Guido Araldo decidemmo di far visitare alla troupe di Mistero, perchè era molto bello fatto di pietra ad arco, e scavato nella collina in tempi remoti.

Cominciammo a cercare e a battere tutta la zona, qualcosa mi diceva che era interessante, la difficoltà era talvolta estrema, ma la collina era una splendida opera d’arte umana !! Tutta terrazzata a mano, con piani di circa 5 metri l’uno, con blocchi di pietra ‘’di langa’’ arenaria, a volte di dimensioni quasi di tre metri e con spessori di 60 -70 cm ! un peso enorme, simile alle antiche costruzioni i pietra di certi paesi lontani, un lavoro immenso, calcolando che la collina di Catoj e’ alta circa 200 metri, e per quanto la abbiamo percorsa noi, ma non tutta , solo per almeno un paio di km, ma non finiva lì quell’immane lavoro, che a volte aveva ceduto, alle piogge e le frane, segno di una manutenzione umana ormai dimenticata !Comunque un lavoro immane !!Antico!! Le terrazze sarebbero poi state usate singolarmente per le coltivazioni, un’altra grandissima fatica giornaliera in quei antichi tempi !
Girammo la zona, dove ci sono come in molti posti della Langa piccole  antiche case pietrose, abitazioni di antichi pastori, con muri di pietre a cingere quelle misere proprietà ma che raccontano cose dal sapore antico, se le si sa sentire, e fanno rivivere in quella solitudine che doveva essere ancora più profonda in quei tempi, lontani da tutto e da tutti. Sensazioni bellissime, anche se di pietà per i nostri avi che avranno sofferto in quelle ripe per campare !A un certo punto, una parete rocciosa, l’unica in tutta la schiena della collina, coperta da una fittissima boscaglia attira la mia attenzione. Sento che devo seguire questo costone dove arriva l’ultimo gradone artificioso, e dopo circa 200 metri la sorpresa: una bassa costruzione circolare, in pietra a secco,con precisione millimetrica nelle sue pietre ancora lì come un tempo ! D’istinto alzo lo sguardo verso la collina della Rosa, e’ proprio di fronte a me, e a tiro d’occhio...Castelvecchio, ovvero la cima della collina dove vi sono i  ruderi, visitati tempo prima, dell’antico castello e borgo antico di prima di  Saliceto! a destra la valle a perdita d’occhio con il fiume Bormida che scorre lento, e la pianura sottostante, cosa poteva dirmi tutto questo?
Una bassa torretta, quel che rimaneva in quanto il materiale sicuramente e’ stato riciclato per  altro uso ,come avveniva sempre un tempo, il vecchio castello, la valle, tutto cominciava a darmi un’intuizione che ero sicuro fosse quella giusta ! Un punto di osservazione sulla valle verso Cengio e l’ottima posizione per segnalare tempestivamente al castello del borgo antico, l’arrivo di qualche indesiderato ospite!  Questo avveniva o con degli specchi, o con dei drappi colorati, con il quale si voleva fare arrivare l’informazione alla guardia sull’eventuale pericolo in arrivo o su strani movimenti in zona!
Feci delle foto e osservai la costruzione con ammirazione, contento di quel segno, ..anche se..sentivo che doveva esserci ancora qualcosa in zona, non poteva esserci solo questo, anche se il tunnel sottostante diceva molto di più ..adesso.
Continuai avanti nel franato, sotto i rovi, perché  l’ultima parte completamente coperta di edera e rovi mi attirava. Dovetti tagliare parecchio per riuscire a vedere qualcosa, ma  anche li fu una sorpresa!  Una serie di pietre messe a incastro tra di loro, chiudevano un’antica ‘’vasca’’ naturale , che noi un po’in versione dialettale  ( piemontese) chiamiamo ‘’balma ’’ contornata da pietre messe lì chissà quanto tempo fa , da qualcuno che se ne serviva probabilmente per abbeverarsi, lui e gli animali usati nei duri lavori,  ma  sempre l’intuito, ricordando che nella zona Guido mi disse c’erano dei  menhir, la pensai come  in un tempo lontanissimo, potesse essere legata ad antichi rituali, legati alle energie dell’acqua !  i Celti !! i miei adorati Celti !! Conoscitori delle energie della terra, della natura e dell’uomo, non chè degli astri e dell’universo, ovvero la vita !!
Nella parete fori profondissimi che vanno dentro per metri e meticolosamente chiusi con pietre messe li apposta, con cura, quasi a voler evitare intrusioni di ogni tipo, di animali, o di curiosi, il tutto da lasciare così come lo trovammo, bellissimo, e carico di suggestione.
Si faceva tardi e il sole stava scendendo dietro le colline, i giorni ancora corti e freschi, purtroppo ci fecero desistere, ma con una promessa, . torneremo !!
Scendemmo, e presa la macchina iniziammo a scendere, ma ripassando accanto la cascina , volli scattare alcune foto, e li,  un altro particolare attirò il mio occhio allenato !
La base della cascina era strana...molto strana, i muri che salivano un tempo fino a un secondo piano, erano ...si.. di pietra , ma più chiara, come più giovane, andando verso la base le pietre cominciavano a scacchi, a diventare più scure fino a incastrarsi tutte le nere nella base, che scendendo di un paio di metri si allargavano possenti verso il basso , facendo da contrafforte !  Strano pensai, tutto questo ‘piede’’ per una piccola costruzione !  Ma poi capii, o almeno penso ancor oggi  di aver capito !


L’ipotesi, che credo giusta, e’ che ci fossero delle rovine, simili a quelle viste a Castelvecchio, su questa antica strada, distrutta forse dai saraceni, assieme a Castelvecchio, o chissà quando, una rocca di difesa , o un forte di un signorotto locale, o baluardo a difesa del territorio, visto che la bassa torretta si trovava a poche centinaia di metri in alto, e poi l’antica cascina ricostruita all’incirca nel 6-700 con il materiale,  che fu riutilizzato.
L’antico tunnel, d’altronde, dimostra che a qualcosa sarebbe potuto servire, se avesse dovuto esserci in zona una certa quantità di persone, che vi sostavano, per i lavori e per la guardia del territorio, forse la mia solo intuizione, ma conosco bene le mie intuizioni ! E anche la costruzione posta più in basso sulla strada di accesso alla zona, aveva quella bocca di lupo, che   a me indica voler essere una sorta di ‘’posto di guardia’’ sulla via che portava ad un antico posto di controllo !Avevo ‘’chiuso il cerchio ’’ !
Di ritorno provai amarezza per quel posto così abbandonato, le sensazioni erano veramente forti, e ancora oggi soffro solo a pensarci, ..tutto quell’abbandono, un tempo sicuramente rigoglioso, e tesoro per chi lo possedeva, oggi, soltanto ricordi, e distacco dal reale .
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RESPIRANDO SALICETO 

ESCURSIONE:

Sono stato la prima volta nella zona dei Catoj la scorsa primavera, con un mio grande amico di nome Mario Riolfi, un personaggio importante per le mie ricerche, salimmo la strada irta con il suo fuoristrada, ed arrivammo ai Catoj. Sotto, nella valle, Saliceto risplendeva sotto un bel sole di inizio primavera, ventilato ma dolce. Tra gli arbusti che ricoprivano l’ antica strada e le piante che ormai si erano impadronite della zona, disabitata da 40 anni, mi disse Guido Araldo, a fatica salimmo su, e ad un certo punto con la coda dell’occhio, in mezzo ad una vegetazione lussureggiante  vidi qualcosa che ai miei occhi abbastanza allenati a trovare e capire alcuni segni che forse ai più non dicono nulla, chiesi a Mario di fermarsi !

Presi un piccolo macete, e dove intravedevo un muro diroccato, cominciai a farmi largo, e lì ebbi la conferma di quello che avevo visto, o forse diciamo più...’’intuito’’, una ‘’BOCCA DI LUPO’’
Ciao Marina, ecco la mia piccola ricerca