MONUMENTI
Anche se  Saliceto è un paesino piccolo e quasi sconosciuto ,merita di essere visitato in quanto ricco di chiese ed edifici di grande interesse storico ed artistico.
La struttura attuale dell’edificio è il risultato di successive trasformazioni e ricostruzioni che hanno tuttavia mantenuto alcuni caratteri tipici delle architetture fortificate presentandosi oggi come un vasto blocco rettangolare con tre torri quadrangolari sugli spigoli, cui doveva probabilmente aggiungersene una, oggi perduta forse a causa degli antichi eventi bellici. Fondato come fortilizio. ad uso esclusivamente militare e non residenziale, il castello era anticamente cinto da un fossato (di cui permangono intatte le tracce) ed era accessibile tramite un ponte levatoio, poi rimosso e sostituito da una rampa in muratura di pietra e mattoni che si conclude con un ponticello fisso che conduce all’imponente portale di accesso.

All’interno della torre meridionale sono inoltre ancora visibili le tracce di un antico passaggio, oggi murato, che dovette collegare il castello con la più antica e ormai completamente diroccata fortificazione, sita sulla collina Margarita.
Il cortile interno, inoltre, doveva forse essere collegato con le sottostanti scuderie tramite uno scalone, di cui rimangono pochi scalini tagliati dalla attuale volta a botte che copre il grande vano del piano terra, adibito a tale scopo.
Nella zona aperta sul cortile interno, si trovano infine i resti di una piccola cappella affrescata, di particolare pregio storico e artistico. Tracce di un muro di divisione fra il cortile e questa stessa zona, inducono infatti ad immaginare quale potesse essere l’aspetto originario della cappella, in corrispondenza della quale è stato ricavato, in epoca remota, un secondo ingresso che ha comportato il taglio di un affresco per l’inserimento della porta.
Nella parete opposta si apre invece una porta, attraverso cui si accede alla “sala delle armi”. Gli affreschi che decorano questo piccolo spazio propongono alcune scene della storia di Cristo; l’illustrazione doveva cominciare sulla parete destra, al di sopra dello stretto passaggio con arco a ogiva, per proseguire sulla parete frontale. A sinistra della parete di fondo si apre una nicchia piuttosto profonda dove, recentemente, sono state scoperte altre pitture: sulla volta un Agnus Dei, a cui è sovrapposta una grande croce gemmata.
Sulle paretine si fronteggiano due medaglioni, recanti due ritratti femminili a monocromo; sotto
La facciata offre, all'esterno, una struttura , una ricchezza di simboli non riscontrabile nelle altre 3 facciate (il Duomo di Torino e le chiese di Roccaverano e Biella) in quanto realizzata interamente in pietra arenaria, docile allo scalpello.
L'interno della Chiesa, a croce latina, risulta diviso in tre navate, la centrale a volta di botte e le due laterali a crociera. L'edificio ha perso un po' della sua originaria struttura corrsispondente all'ampiezza della facciata, poiché le cappelle laterali furono successivamente modificate e ampliate verso l'esterno. La navata centrale è divisa è divisa dalle secondarie da cinque pilastri rinforzati con lesene prolungate nelle nervature della volta, dove è affrescata la vita di San Lorenzo, opera del pittore Toselli di Cuneo. Alla base della volta sono dipinti i medaglioni degli Apostoli. Addossato alla quinta colonna di sinistra è collocato il pulpito in pietra di forma ottagonale.
La nostra bella chiesa fu certamente terminata nel 1583, come è scolpito sulla lapide in pietra nella cupola, da due famosi personaggi storici.
Il campanile nacque abbellito da un'artistica guglia ottagonale, immagine della salvezza, mentre due bifore, immediatamente sotto alla cella campanaria, rendevano leggiadra la massiccia torre quadrata. Purtroppo, un fulmine ne atterrò la cuspide, così le finestre vennero chiuse e il campanile innalzato. la nuova piramide, ancora ottagonale, ebbe un artistico aspetto rinascimentale. Nel 1926, un secondo ciclone si abbattè sul campanile, per cui il parroco Don Gioachino Serraglia lo fece coprire, così mozzo, con un tetto di tegole. In tale occasione si costruirono comode scale interne, si rifuse una delle tre campane e se ne acquistò una quarta di Mg.80.Nel 1992 sono state donate alla parrocchia quattro nuove campane che l'arciprete Don Domenico Prandi benedisse solennemente il 12 luglio dello stesso anno: si inserirono con quelle già esistenti formando così un concerto di notevole armoniosità e bellezza.

S. Martino è una cappella medioevale ed è situata nel borgo di Lignera, una frazione di Saliceto.
È stata realizzata in pietra arenaria , ha una torre campanaria molto bella ed è circondata da un prato che in primavera si riempie di allegria con fantastici fiori.
La chiesa di S. Martino, costruita nel primo secolo dopo il Mille dai frati benedettini, presenta una forma architettonica quadrangolare con una capacità di circa 200 persone e l’abside rivolta ad est, come quasi tutte le chiese del tempo.
La cappella di San Sebastiano è situata sulla strada che un tempo conduceva a Cengio. E’ stata costruita in pietra arenaria, tipica della nostra zona, agli inizi del ‘500.

San Sebastiano è il protettore invocato contro le malattie infettive, come la peste, il colera, il vaiolo e dei quali la pittura gotica ha lasciato maggiori testimonianze.
Molti centri medioevali eressero chiese dedicate a questo santo, appena fuori le mura del paese.
San Sebastiano sembra dire:”Ogni freccia sul mio corpo è un’epidemia che non lascio entrare nell’abitato”.
La freccia è sempre stata sinonimo di peste.
San Sebastiano vinse “il mostro” delle frecce, tanto che fu martirizzato a mazzate. Ecco perché è stato scelto come santo guaritore della peste
EDIFICI E CHIESE DA VISITARE A SALICETO
IL CASTELLO
questi, lo stemma carrettesco,a confermare l’onnipresenza del potere dei marchesi, fautori di questa piccola, ma pregiata, impresa decorativa. L’analisi stilistica e iconografica di questo piccolo ciclo, caso unico nell’area valbormidese, ha portato alla sua datazione all’ultimo decennio del 1300.Vi è, per gli studiosi che hanno esaminato il ciclo, l’intervento di un maestro dalle qualità tutt’altro che mediocri, in grado di maturare e personalizzare le esperienze artistiche maturate ad Assisi e, più genericamente, nell’ambito giottesco.
LA CHIESA PARROCCHIALE DI S.LORENZO
la chiesa di San Lorenzo è uno dei quattro gioielli del Rinascimento in Piemonte. I lavori della nostra Chiesa iniziarono nei primi anni del 1500, su disegno di scuola bramantesca, portato dalla corte papale dal Cardinale Carlo Domenico Del Carretto.

LA CAPPELLA DI S.MARTINO A LIGNERA
La facciata, a capanna, si presenta suddivisa in tre parti: quella centrale è sopraelevata rispetto ai due corpi laterali, che corrispondono, nell’interno, alle cappelle poste all’entrata. La chiesa fu ampliata nel 1600 e modificata nel tetto. Nel sottotetto, che è stato sacrificato per aprire un passaggio verso l’abside, sono ancora visibili affreschi raffiguranti angeli e un Cristo reggente la croce.
Sulla facciata una finestra a mezzaluna dà luce all’interno.
La chiesa fu dichiarata “monumento nazionale” mentre era parroco Don Stefano Salvatico. L’edificio religioso nacque senza campanile, non ancora in uso da noi in quel tempo. I monaci radunavano i fedeli con il suono del corno. Il campanile si innalza a forma quadrata, come da modello della scuola Lombarda: interamente in pietra, emana la bellezza e il fascino dello stile romanico. E’ suddiviso in quattro ordini separati da archetti pensili ciechi. La chiesa di S. Martino presenta affreschi sulla parete del presbiterio e dell’abside: probabilmente era dipinta anche la navata. La ricchezza dei particolari, l’abbondanza delle figure, gli straordinari giochi cromatici rendono questa piccola chiesa un godibile spettacolo, con le sue scene dipinte in un magico arabesco di colori e con studiato gioco policromo, che affascina lo spettatore.Personalità di rilievo nel panorama monregalese del secondo Quattrocento è il "Maestro di S. Agostino a Saliceto", a cui fa capo la serie di affreschi a Saliceto (nell'ex confraternita di S. Agostino e nella cappella dei SS. Gervasio e Protasio) Al Maestro di Saliceto è stato attribuito anche un polittico con il Martirio di S. Sebastiano tra i SS. Giovanni Battista e Bernardino del Museo di Belle Arti di Budapest, che rivela una fattura più raffinata ed è forse più antico (1475 c.) rispetto agli affreschi noti. Il Maestro di Saliceto è pienamente inserito nella tradizione suscitata da Antonio monregalese e trova affinità con Segurano Cigna e anche col Mazzucco, ma soprattutto col Maestro di Lignera (autore del ciclo d'affreschi nel S. Martino di Lignera, frazione di Saliceto).
SAN SEBASTIANO
Madonna della neve
Il Santuario della Madonna della Neve si trova a circa 600 m di altitudine ed è stato costruito alla fine del 1500, più precisamente nel 1580.
Presenta un campanile molto raro in Langa rappresentante il triregno. Il Santuario prende il suo nome da una credenza popolare; si dice che nel mese di agosto, quando il grano era maturo, si mise a nevicare e la Madonna apparve nel luogo dove attualmente si trova il Santuario.
Entrambe le chiesette sono circondate da una lussureggiante vegetazione e da campi coltivati. La strada che conduce alla Madonna della Neve è particolarmente ricca di fiori e in primavera diventa un arcobaleno di colori.

Il Santuario della Madonna della Neve fu costruito nel 1580 al tempo della Controriforma ed è dedicato alla Vergine secondo i dettami del Concilio di Trento. I protestanti avevano tentato di estromettere la figura della Madonna. Come reazione, nel 1600 e nel 1700, fu tutto un fiorire di chiese, santuari, piloni, dipinti, affreschi, statue dedicate alla Madre di Dio con un’infinità di titoli: Maria Assunta, Beata Vergine Maria, Madonna della Salute, Beata Vergine del Buon Consiglio, Madonna Addolorata, Madonna del Carmelo, Natività di Maria Santissima, Santissima Annunziata, Madonna della Guardia, Madonna del Lago, delle ciliegie, della pera, della neve, Santa Maria della Vittoria a ricordo della battaglia di Lepanto ed anche “Madonna della cintura”.
Il campanile del Santuario della Madonna della Neve, rarissimo in Langa, raffigura il triregno o cappello papale, formato da tre corone concentriche: la prima rappresenta la Chiesa Militante (i fedeli), la seconda quella Purgante (le anime del Purgatorio) e la terza la Trionfante (gli eletti).
COMPLESSO MONUMENTALE DEL MU
Il monumento del Mu è stato realizzato da Don Moretto insieme alla sorella Giuseppina e ricorda i caduti del Mu e di Saliceto durante la seconda guerra mondiale in Russia. È realizzato anch’esso con pietre ed abbellito da affreschi, statue e varie composizioni.
La costruzione del Mu è un monumento diviso in dodici parti realizzato in ciottoli bianchi e rosa.
Fu ideato e costruito da Don Bartolomeo Moretto e da sua sorella Giuseppina e la collaborazione del cugino Pregliasco Giovanni per ricordare il fratello Carlo caduto in Russia con altri sette compagni del Mu e venti di Saliceto.
Il monumento fu realizzato in cinque anni di lavoro ed è ispirato a motivazioni di pace; si possono notare infatti incise nella pietra frasi tratte dalla Bibbia dei profeti e dalla Divina Commedia che inneggiano alla pace e maledicono la guerra.
Il monumento si presenta diviso in cinque cippi, più due altri cippi a valle più, in appendice, un museo agricolo, una Madonna di Lourdes più altre appendici.
Le parti che costituiscono il monumento hanno le forme più varie; si possono notare oggetti di uso come ruote e attrezzi agricoli mischiate con oggetti di origine religiosa come croci, statue di Madonne, piccole altre lapidi, il messaggio che domina su tutti è l’augurio di pace insieme al ripudio della guerra
SAN GIOVANNI BATTISTA
La chiesa di S. Giovanni Battista fu terminata il 24 Giugno 1600. Il 28 Agosto 1600 si celebrò per la prima volta il martirio di S. Giovanni perché a Giugno i contadini non potevano festeggiare poiché avevano da tagliare i bachi da seta.
Nel 1996, in occasione nel 57° anno di sacerdozio di don Bartolomeo Moretto, fu restaurata. Una curiosità: Ernesto, papà di don Bartolomeo, raccontava che da bambino, passando davanti alla chiesetta per recarsi al pascolo, udiva spesso terrificanti boati che provenivano dal suo interno.
In quel luogo di culto da troppo tempo non si celebrava una messa: questo si pensò. Il vescovo di Mondovì, monsignor Ressia, ordinò allora che si riprendessero le celebrazioni nel giorno del Patrono, 28 Agosto.
Da allora non si sentì più alcun rumore. Più tardi si decise di costruire accanto alla chiesa una scuola in maniera tale che gli alunni, al suono della campana, capissero di dover rientrare a scuola. In seguito è stato aggiunto al campanile un orologio perché il tempo venisse calcolato con maggior precisione.
SANTA CROCE
Santa Croce è una cappella in frazione Virelli.
Recentemente restaurata dai frazionisti con l’aiuto dell’associazione degli Alpini, organizzati dal loro Presidente, Cav. Marcello Draghetti.
Le pareti dell’interno sono state abbellite dalla pittrice Elena Calligaro con immagini di angeli nel paliotto dell’altare.
Il pittore Mauro Balocco ha offerto una tela raffigurante Sant’Elena e l’imperatore Costantino a fianco della Croce.
La cappella ricorda, infatti, il ritrovamento della Croce per opera di Sant’ Elena, la madre dell’ Imperatore Costantino: una devozione molto diffusa esternata con una solenne processione.
SAN MICHELE
San Michele è antica e fu ampliata nel 1600 circa.
Nel 1935 è stata decorata.
Una volta, come tutte le altre cappelle, aveva dei beni notevoli e delle
rendite, ora non ha più se non le offerte dei fedeli.
Ma la buona popolazione della borgata, che è la maggiore del paese e si trova è presso la stazione ferroviaria, vi fa celebrare la S. Messa tutte le domeniche e Feste religiose.
SAN GERVASIO
La cappella di S. Gervasio è piuttosto recente, ha solamente 150 anni circa. Doveva essere un Santuario dedicato a Sant’Anna per il pellegrinaggio per gli abitanti della città di Millesimo. Per la sua costruzione sono stati utilizzati 70 carri carichi di marmo trainati da 140 buoi.
La cappella è dedicata a S. Gervasio e S. Protasio.
ORATORIO DI S.AGOSTINO
(oggi bocciofila)
Proprio dietro alla chiesa di S.Lorenzo si erge la vecchia chiesa della Confraternita dei Disciplinari Bianchi, dedicata a S,Agostino
PILONI VOTIVI
Sparsi su tutto il territorio salice tese e in particolar modo sulle colline della Rosa e al Mù ci sono parecchi piloni votivi.
Segnalo quelli nelle vicinanze dei ruderi del castello vecchio per la loro bellezza e interesse storico.
Scolpita nella nuda roccia questa cappella è comunemente detta la “grotta di Pinolo”, ha un altare sempre in pietra arenaria e fino a qualche tempo fa veniva celebrata la messa. Sulla cima della grotta svetta il pilone votivo “pilone della Cappella”.
Poco più a valle e sul lato opposto della strada "magistra Langarum",e più vicina al vecchio castello, si trova un altro pilone votivo molto simile nell’architettura e con scritto sulla targhetta “bricco di Castelvecchio”.
Si pensa che questi piloni votivi siano sorti sui ruderi di una antica chiesa consacrata a S.Elena che sorgeva in prossimità del primo castello costruito sulla collina della Rosa.
SAN GRATO
(Frazione Niggia)
Dal fondovalle spicca, bianca e alta sul colle, la chiesetta di S.Grato, dominante la conca; è il Santo, che allontana la grandine e le calamità naturali.
Un fulmine ha abbattuto il campanile!
Ma fortunatamente l’impegno e la raccolta di fondi ha permesso la ristrutturazione della chiesetta.
Clicca sulla cartina per visualizzare la mappa dei piloni votivi.